Cuore in forma? Cervello pił giovane
Cuore sano, cervello sano. La notizia viene dalla Boston University School of Medicine dove è stata osservata una singolare relazione tra funzione cardiaca e invecchiamento cerebrale. Dall′analisi dell′indice cardiaco e la risonanza magnetica cerebrale di 1504 persone, è stato rilevato che a un cuore che pompa meno sangue corrisponde un cervello dal volume ridotto che sembra più vecchio di almeno 2 anni.
La coordinatrice dello studio, Angela Jefferson, spiega sulla rivista Circulation che i partecipanti allo studio erano per la maggior parte in salute. Solo un numero ristretto aveva un lieve problema cardiaco. "L’osservazione che quasi un terzo delle persone analizzate ha una funzionalità cardiaca inferiore alla media e che negli stessi soggetti si osserva un volume cerebrale più piccolo, richiede ulteriori studi".
Come spiegare questa singolare relazione? La Jefferson ipotizza che una ridotto afflusso di sangue possa contribuire a danni cerebrali subclinici. "Generalmente si dice che la salute di cuore e cervello siano correlate, quindi controllare correttamente i fattori di rischio cardiovascolare potrebbe avere importanti implicazioni anche per il benessere del nostro cervello".
La rivista Circulation sottolinea che non è ancora chiaro se un basso indice cardiaco porti a una riduzione del volume cerebrale e acceleri il processo di neurodegenerativo alla base della demenza. Ma quanto sappiamo è che diversi fattori vascolari, tra cui una riduzione della funzione cardiaca, sono determinanti nell’Alzheimer e in diversi disturbi cognitivi vascolari.
Mantenere il cuore in buona salute e allenato potrebbe quindi rallentare il naturale invecchiamento del cervello e proteggerci da diverse forme di demenza e di deterioramento cognitivo
05.08.2010
Fonte: Jefferson AL, Himali JJ, Beiser AS, Au R, et al. Cardiac index is associated with brain aging: The Framingham Heart Study.
Circulation 2010; DOI: 10.1161/CIRCULATIONAHA.109.905091.
Parole chiave:
cuore,
indice cardiaco,
demenza,
cervello,
alzheimer,
rischio cardiovascolare,