Una svolta contro ipertensione e preeclampsia?
Un gruppo di ricercatori inglesi dell’Università di Cambridge e di Nottingham sembra aver identificato il meccanismo biologico chiave che lega un ormone all’insorgenza di ipertensione nelle donne in gravidanza . La nuova scoperta pubblicata sulla rivista Nature potrebbe aprire la strada alla messa a punto di nuovi farmaci contro la pressione alta e la preeclampsia.
La preeclampsia è un serio disturbo che colpisce le donne in gravidanza e caratterizzato da ipertensione, elevata presenza di proteine nelle urine e gonfiori, che possono mettere a repentaglio la vita della madre e del nascituro. Attualmente, questa malattia è causa di mezzo milione di decessi tra i neonati di tutto mondo e della morte di circa 50.000 giovani mamme.
Da tempo gli scienziati sanno che un ormone chiamato angiotensina è causa dell’ipertensione , in quanto favorisce il restringimento dei vasi sanguigni. Tuttavia, nell’organismo umano questo ormone è saldamente legato a una proteina e nessuno studio era mai riuscito a identificare in che modo le due strutture biologiche si separassero.
Nella ricerca attuale condotta per tre decenni, Robin Carrell e i colleghi hanno utilizzato i raggi X per analizzare a fondo le proprietà biologiche della proteina che lega l’angiotensina, giungendo alla conclusione che il rilascio dell’ormone sarebbe dovuto a una sorta di “ossidazione” della proteina causata da alcune molecole di ossigeno. Questo processo, secondo i ricercatori, risulterebbe più accentuato nella fase di passaggio dell’ossigeno dal corpo della madre al feto attraverso la placenta, portando alla preeclampsia nelle donne in gravidanza.
Spiega Peter Wiassberg della British Heart Foundation: "questa ricerca è di qualità elevata e offre un valido aiuto allo sviluppo di strategie per la prevenzione e il trattamento di questa pericolosa condizione. E sicuramente, benché i ricercatori abbiano osservato solo la preeclampsia nello studio, strategie simili potrebbe essere utili nell’ipertensione che non è controllata efficacemente dai farmaci attuali".
11.10.2010